Traduzioni sportive: il lessico calcistico

Vujadin Boskov

Vujadin Boskov - Allenatore

Chi non si ricorda il calcio di fine anni ottanta e inizio anni novanta? Quando c’erano ancora i 2 punti, i 3 stranieri, le 18 squadre di serie A, la Coppa delle Coppe, la Champions si chiamava Coppa dei Campioni. E il campionato italiano era ancora quello più bello del mondo.
E come si fa a scordare Vujadin BoÅ¡kov, l’allenatore serbo classe 1931 legato alle storiche imprese della

Sampdoria del presidente Mantovani e dei gemelli del gol Vialli e Mancini? Boškov è stato uno cialis black dei personaggi linguisticamente più buffi dei quel http://viagravscialis-topmeds.com/ periodo. Utilizzando costruzioni normal dose of viagra sintattiche più che basilari ha coniato

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frasi indimenticabili come “rigore è quando arbitro fischia”, o “io penso che per segnare bisogna tirare in porta” e “un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri”. Ma anche l’intramontabile definizione “Gullit è come cervo che esce di brughiera”.
Perché il linguaggio del calcio è anche e soprattutto questo, pennellate di parole che rasentano non solo l’intraducibilità in un’altra lingua, ma spesso anche l’incomprensibilità per cialis dosage chi non ha dimestichezza con il mondo del pallone. Provare per credere: per farsi un’idea di quello di cui stiamo parlando basta dare un’occhiata l’elenco redatto da Giorgio Fontana, giovane scrittore italiano appassionato di calcio, che si è fatto aiutare da altri scrittori e amici vari per provare a mettere in fila il maggior numero possibile di espressioni tipiche del lessico del commentatore calcistico.
Certo, poi il calcio l’hanno inventato gli inglesi e in italiano come nelle altre lingue buy cialis la terminologia è zeppa di anglicismi per definire i termini tecnici. Basti pensare a gol, off-side, corner, dribbling, o penalty. Ma molto del lessico calcistico deriva anche da calchi, come per esempio tripletta (da triplet), ala, (da wing), o fallo (da foul).
Però, esattamente come ogni lingua viva si evolve e si modifica, anche il gergo calcistico non resta certo immobile. E in ogni paese si sono venute a creare parole sempre più specifiche, sia tramite neologismi che riadattamenti. E parlando di grandi inventori linguistici nel parlar calcistico in Italia, seppure le perle poetiche di Boškov rimangano nei cuori di molti, il vero maestro indiscusso rimane Gianni Brera. A lui si devono infatti cheap viagra parole viagra from canada reviews come contropiede, rifinitura, incornare, goleador, disimpegnare. E il termine libero, adottato poi anche in francese, inglese, spagnolo e tedesco.
Effettuare traduzioni sportive, come quelle calcistiche, non è mera meccanica, ma ci vuole una conoscenza specifica. E bisogna rivolgersi a traduttori non solo madrelingua, viagra skin cancer ma che siano esperti nel riconoscere e rendere correttamente follie linguistiche alla Boškov, viagravscialis-topmeds.com e che non si mettano le mani nei capelli leggendo come un terzino possa essere fluidificante, e che sappiano che un difensore, se è estremo, è il portiere.
Certo, aiuti si possono trovare anche in rete. Esistono glossari anche ben fatti, ma non basta, perché per esempio in inglese, get viagra online solo un madrelingua, ed esperto nelle traduzioni sportive, può conoscere la differenza tra l’utilizzo del singolare e del plurale quando ci si riferisce a una squadra, e sapere districarsi tra le differenze terminologiche inglesi del es venta libre el viagra calcio U.K. e di quello americano (derby, per esempio, negli USA si dice inter-city match) per evitare errori grossolani. O brutte figure, come è capitato tempo fa a un David Beckham un po’ spaesato che ha confuso football con soccer, tanto che, tra quelli che hanno riferito del fattaccio, c’è stato anche chi gli ha suggerito un frasario.


2 Commenti in “Traduzioni sportive: il lessico calcistico”

  • Lili ha scritto il 29 aprile 2010 - 13:02

    e che ne pensate di Mourinho e del suo ItanPorto!
    Uno spettacolo…..

  • Danilo Deninotti ha scritto il 31 maggio 2010 - 10:13

    Vero, e ora vedremo come mescolerà portoghese e spagnolo! Tra l’altro son curioso ai mondiali di vedere quanto e se è migliorato Capello con l’inglese.

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