Traduzione Cinese: come diventa Obama?

Traduzione Cinese ObamaCi voleva Barack Obama per tornare a parlare delle problematiche della traduzione in cinese dei termini stranieri. Già, perché a precedere la sua visita in Cina dello scorso novembre, la prima in veste ufficiale di presidente degli Stati Uniti, è nato women viagra un dibattito circa la corretta traduzione del suo cognome.
Tutto inizia con una dichiarazione dell’ambasciata americana sul suolo della Repubblica Popolare: il nuovo nome di Obama, sarà Oubama. Nuovo, esattamente, perché secondo il portavoce dell’ufficio stampa dell’ambasciata, rispetto all’Aubama utilizzato finora, Oubama somiglia molto di più alla pronuncia inglese del cognome del presidente.
Come si nota sul sito dell’ambasciata Usa in Cina, l’unico carattere che cambia tra Oubama e Aubama è il primo: lo stesso “ou” di Ouzhou (Europa), does cialis make you last longer che al pari di “au” è utilizzato nei cognomi.
In realtà però l’affaire Obama non va trattato come un mero problema decisionale. Infatti, come racconta Chiara Romagnosi nel suo articolo ‘Obanismo’ alla cinese pubblicato sull’ultimo numero di “Mondo cinese”, la comparsa di Oubama non è una novità assoluta, e come dice il vicepresidente dell’associazione cinese dei traduttori, che appoggia la vecchia traduzione, questa distinzione è da considerare soprattutto registered canadian online pharmacy nell’ottica delle differenze tipiche nella resa dei cognomi tra Cina popolare e Taiwan. Infatti, ed è questo che può trasformare un semplice carattere certified online pharmacy cialis in una controversia politica, la scelta morfo-fonetica dell’ambasciata statunitense incidentalmente rispecchia e privilegia l’Obama versione Taiwan. Una sorta di sdoppiamento tra cialis free sample l’altro già accaduto in cvs cialis cost passato con Regan, conosciuto come “Lei Gen” a Taiwan e “Li Gen” sul territorio cinese.
Ma politica a parte, il caso di Obama insegna che la problematica generale della traduzione in cinese e della traslitterazione va sempre ragionata in ottica della diffusione della lingua, della convivenza di due differenti tipi di scrittura (semplificato e tradizionale), nonché delle

differenze tra mandarino e cantonese. Tradurre anche solo una parola senza prendere in considerazione queste variabili non solo quindi può rischiare di raffreddare i rapporti tra due potenze mondiali, ma anche solo semplicemente trasformarsi in un errore grossolano.
Intanto però, mentre l’Obama in “ou” e quello in “au” si battagliavano l’ufficialità e la qualità della traduzione, la rete aveva trovato la sua soluzione. A partire da un sito creato appositamente e poi a suon di tam tam virtuale e di un mix tra slogan e immagini rielaborate, gli internauti cinesi avevano optato per un nome che puntava più sulla semantica che non sulla morfologia o la fonetica: Maobama.


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