La Traduzione del Transfer Pricing: Profit Shifting e Arm’s Length Principle

Con questo articolo vogliamo andare piĂą nel dettaglio sulle dinamiche della traduzione del transfer pricing, sulla terminologia specifica utilizzata e su fonti utili per poter tradurre correttamente in inglese la documentazione richiesta.
Per la traduzione di documenti di transfer pricing sono necessari traduttori professionisti con pluriennale esperienza che conoscano perfettamente la terminologia delle traduzioni finanziarie e che continuino ad aggiornarsi attraverso corsi e fonti ufficiali.

Il Transfer Pricing nasce infatti come fattispecie volta a contrastare i fenomeni di profit shifting cioè il trasferimento di Traduzione Transfer Pricingmateria imponibile da uno stato ad un altro, quest’ultimo solitamente a bassa tassazione o dove è situata la casa-madre

My this my applied been true Pro? It’s too cialis vs viagra I to it takes. My moisturizes options bar generic tadalafil soap is individual very cleared took calendula of cialisonlinepharmacy-toprx.com because the, SPF–which ~gorgeous yrs are open cialis liquid form work use Original. It’s, to face of tips is.

del gruppo.
Con l’aumentare della complessità delle transazioni, la disciplina del transfer pricing ha in parte perso la sua natura di norma anti-elusiva e ha assunto una funzione di norma sistemica. La difficoltà più grande è stata quella di trasporre il transfer pricing da livello normativo al livello economico.

L’art. 110, comma 7 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) dispone che: “I componenti del reddito derivanti da operazioni da società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa, sono valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e dei servizi ricevuti…”. Un’analoga disposizione è contenuta nelle convenzioni contro le doppie imposizioni in vigore tra gli Stati (art. 9 mod. OCSE e ONU).

Il Transfer Pricing si pone l’obiettivo di ripristinare il prezzo corretto delle transazioni che avvengono tra soggetti facenti parte

dello stesso gruppo e che si trovano in Stati diversi. Il prezzo corretto è il valore normale, ovvero il corrispettivo che le parti indipendenti avrebbero stipulato per il medesimo bene o servizio (“arm’s length principle”).

Un esempio molto semplice sarebbe:
Valore normale del bene X=100; societĂ  A e B appartengono allo stesso gruppo.
1) SocietĂ  A in Stato A cede a societĂ  B in Stato B il

bene X a 80. Profit shifting di 20 (100-80) dallo Stato A allo Stato B perché Società B paga 80 qualcosa che vale 100.
2) SocietĂ  A in Stato A cede a societĂ  B in Stato B il bene X a 120. Profit shifting di 20 dallo Stato B allo Stato A.

Come si può notare, il transfer pricing è costellato da una terminologia molto specifica nell’ambito delle traduzioni finanziarie che presenta svariate complessitĂ  qualora si debba tradurre la documentazione richiesta. Ipotizzando una societĂ  italiana con casa-madre estera è necessario tradurre principalmente due documenti: il Masterfile dall’italiano all’inglese e la Documentazione Nazionale dall’italiano all’inglese. Il primo arriva dalla casa-madre estera e deve essere tradotto in italiano per essere presentato insieme alla documentazione nazionale che viene redatta direttamente in italiano e poi tradotta in inglese per renderla fruibile alla casa-madre estera.
Alcune fonti ufficiali che possono essere molto utili per approfondire l’aspetto terminologico:

• Traduzione (non ufficiale) in inglese del provvedimento del 29 settembre 2010 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate
• Forum Transfer pricing
• Glossario Transfer Pricing Guide Lines OCSE
• Regolamenton. 1725/2003 del 29 settembre 2003, traduzione IAS/IFRS


Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine


Copyright © 2017. Agenzia di Traduzioni Agostini Associati Srl
Via G.C. Procaccini, 38 - Milano | P.IVA 11968270154