Se la traduzione viene in automatico

A chiunque di noi è capitato di utilizzare, almeno una volta, un traduttore automatico. La scelta è molto ardua, considerando che tutti i principali motori di ricerca offrono la possibilità di tradurre da una lingua all’altra.

Il diffondersi dei traduttori automatici ed il volume di investimenti che sono

previsti dai principali motori di ricerca per offrire un servizio migliore rappresentano uno spunto per alcune considerazioni in merito alla qualitĂ  delle traduzioni ed alla sicurezza informatica dei dati inseriti.

Per quanto riguarda la qualitĂ , a fronte di vantaggi quali la semplicitĂ  di utilizzo ed il costo nullo (la maggior parte dei traduttori automatici sono gratuiti) emerge una traduzione letterale quasi mai corretta.

Se tale aspetto può essere superato nel caso di contenuti in lingua straniera da tradurre in italiano (dedicando del tempo alla revisione riusciremo ad avere una traduzione corretta), non è invece does medicare cover viagra da sottovalutare nel caso di traduzioni verso una lingua diversa dal nostro idioma.

In questo caso, infatti, la revisione prevede un’attenzione maggiore ed una conoscenza piuttosto approfondita della lingua di destinazione, che permettano di individuare gli errori idiomatici e sostituire eventuali frasi senza is there a generic viagra senso per l’utente straniero (conseguenza di una traduzione letterale).

Aspetto ben più delicato e try cialis free di più difficile risoluzione, invece, è rappresentato dalla sicurezza informatica dei dati da tradurre.

Tutti i contenuti per cui è richiesta una traduzione, infatti, sono memorizzati dal motore per essere utilizzati in futuro ed avvalendosi del servizio di traduzione automatica si accettano inevitabilmente le clausole di riproduzione, adattamento diffusione dei nostri contenuti.

Nel caso in cui, pertanto, si abbia la necessità di tradurre documenti importanti contenenti dati sensibili è necessario chiedersi se siamo certi di voler rendere potenzialmente disponibili ordering viagra online determinati dati a tutta l’utenza web.

Se invece i documenti contengono dati di nostri collaboratori o clienti, si deve considerare anche l’aspetto legale: nel caso di un accordo di non divulgazione dei dati a terzi, utilizzare un traduttore automatico può crearci dei problemi, in quanto a tutti gli effetti viene considerato un “terzo”.

Tuttavia, anche se non siamo legati da particolari accordi, siamo certi che siano d’accordo a rendere disponibili queste informazioni sul web? Talvolta aspetti per noi poco rilevanti sono invece considerati sensibili, ci esporremmo pertanto ad un vero e proprio “incidente diplomatico”.

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Una gestione non corretta dei dati, inoltre, espone in modo considerevole la nostra società o i nostri clienti allo “spillaggio dei dati sensibili” (meglio conosciuto come phishing, itanglese docet).

Il phishing è una frode che alcuni hacker attuano mediante la posta elettronica, cercando di rubare dati identificativi ed importanti dell’utente (prevalentemente dati della carta di credito, del conto bancario o password).

Nel corso degli ultimi anni gli strumenti di spillaggio sono diventati sempre più evoluti, sofisticati e difficilmente individuabili da parte degli utenti, ecco perché è buona norma essere sempre prudenti nel diffondere dati personali e sensibili sul web.

Le traduzioni automatiche sono molto spesso legate a fenomeni come quelli di phishing o spamming: a chi non è capitato di ricevere un’email da parte di un investitore straniero o di una banca estera scritta in un italiano scorretto frutto sicuramente di una traduzione automatica?


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