Progetti Expo 2015: le Prospettive per il settore dei Servizi Linguistici discussi al Covegno di Federlinge
- sabato, 12 giugno 2010, 14:06
- Internazionalizzazione, Lingue, Traduzioni
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All’interno dei progetti Expo 2015, ci dovrĂ e ci potrĂ essere spazio per il settore dei servizi linguistici? Ma come e in che misura? Sono queste le domande a cui sono stati chiamati a rispondere Alessandro Rosso (Vice Presidente del Consorzio Turismo Expo e membro del Comitato Expo 2015) e Fausto Placucci (Coordinatore del Turismo Unione CTS) all’interno del convegno “Aspettando Expo 2015: Prospettive per il settore dei servizi linguistici” che si è tenuto il 10 giugno presso la Confcommercio di Milano.
A fare gli onori di casa, Carla Agostini – presidentessa di Federlingue, l’Associazione Italiana Servizi Linguistici organizzatrice del convegno – che ha introdotto il tema partendo da un concetto fondamentale: chi fornisce servizi linguistici deve acquisire sempre di piĂą la consapevolezza che ciò che si offre è un servizio strategico, non accessorio. “Bisogna far comprendere ai clienti – a spiegato Carla Agostini – che la traduzione della loro comunicazione va affidata a societĂ qualificate, perchĂ© una cattiva traduzione è un grave danno economico e di immagine per l’azienda.”
Alessandro Rosso, prendendo spunto dalle parole della presidentessa di Federlingue, ha illustrato il suo punto di vista sui progetti Expo 2015 legati al mondo delle lingue. Ha ammesso che le traduzioni casalinghe in campo turistico ci sono e sono effettivamente un problema, perchĂ© danno un’immagine poco qualificante. Ha poi fotografato la situazione linguistica e dell’accoglienza italiana, e in particolare quella di Milano. Il problema – ha spiegato – è che all’ombra della Madonnina si parla italiano. Due esempi rivelatori sono: una comunicazione degli eventi che tende a non scollarsi dalla lingua di Dante e, piĂą pragmaticamente, l’assenza totale di segnaletica in inglese in cittĂ (anche se pare che su questo aspetto ci sia finalmente un progetto comunale in cantiere).
Ma non solo, il problema vero – e quindi dall’altro lato della medaglia: l’opportunitĂ per chi opera nei servizi linguistici – è che qualsiasi figura professionale che sarĂ coinvolta nell’enorme calderone dell’accoglienza per l’Expo 2015, dovrĂ essere preparata. Dai taxisti, ai ristoratori, dagli albergatori alle forze dell’ordine, chiunque dovrĂ essere a proprio agio linguisticamente, e non solo in grado di grugnire qualche frase base in inglese. Anche dal lato guide turistiche una cosa che si potrebbe e dovrebbe fare è analizzare quali lingue sono coperte. PerchĂ© l’inglese non sarĂ la lingua piĂą parlata dagli stranieri che sbarcano a Milano.
L’Expo 2015 deve essere visto e sfruttato come un’opportunitĂ , non semplicemente come punto d’arrivo. E solo partendo oggi si riuscirĂ a costruire una nuova forma di accoglienza che diventerĂ matura a partire anche e soprattutto dal dato linguistico. Pensiamo a uno dei perni dell’economia milanese: lo shopping. I dati parlano chiaro. La Cina, per esempio, nei prossimi anni vedrĂ tra le sue file centinaia di milioni di milionari. E quando queste persone arriveranno e batteranno la cittĂ vetrina per vetrina, che lingua parleranno?
Rosso ha suggerito a Federlingue e alle societĂ di servizi linguistici associate, di pensare a qualcosa come un progetto Expo lingue, o ancora meglio una serie di pacchetti che i protagonisti del settore possono offrire a tutti gli altri protagonisti, quelli dell’accoglienza. Idea a sua volta ripresa e sostenuta sa Fausto Paolucci: il Consorzio Turismo EXPO – nato per rappresentare tutta la Filiera dell’Accoglienza della CittĂ di Milano e Provincia e per interloquire con il Comune di Milano e la SocietĂ creata per la gestione dell’Expo 2015 – si aspetta che chi delle lingue, della traduzione e dell’interpretariato ha fatto il proprio mestiere, entri a farne parte, in modo che le idee e le proposte che arriveranno possano essere messe sul tavolo decisionale delle istituzioni.
In chiusura, Carla Agostini ha spiegato che in effetti Federlingue sta giĂ lavorando in questa duplice direzione. Da un lato, ragionando in che termini e modalitĂ le societĂ associate di Federlingue potranno entrare a far parte del Consorzio Turismo Expo; e dall’altro ha risposto ai suggerimenti di Rosso e Placucci, dicendo che Federlingue ha giĂ delle proposte in bozza, che però è ora tempo di riprendere in mano e rendere concrete. Il 7 luglio è la data da segnarsi, perchĂ© ci sarĂ un tavolo di discussione in cui valutare e analizzare le idee che si augura arriveranno dalle societĂ associate. In modo da scegliere pacchetti di servizi che andranno dalla formazione alle traduzioni (fondamentali in un primo momento, basti pensare ai siti web e alle informazioni multilingue) fino all’interpretariato, per sottoporli ai “tavoli competenti” che gestiscono i progetti Expo 2015.
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La situazione linguistica di Milano, metropoli internazionale, fa piangere. Qualche settimana fa una mia conoscente straniera chiama il radiotaxi per prenotare un taxi da via… a piazza … per le 6.30 del mattino successivo. Ebbene: l’operatrice non è riuscita a fare la prenotazione perchè non conosceva l’inglese piĂą basic. E’ mai possibile? Non si pretende che le persone il cui compito è la comunicazione col pubblico conoscano i sonetti di Shakespeare o l’Amleto in originale, non si pretende il livello di Amsterdam, ma giusto quel minimo che ci consenta di fare una figura passabile. O sbaglio? Nadia
Purtroppo leggo solamente ora il suo articolo ma in certi casi meglio tardi che mai!Ottimo per me, mi ha dato speranza e voglia di lavorare. Sono di madre lingua bulgaro e spero di trovare opportunità lavorativa creando una rete di servizi business per italiani che vorrebbero avviare la loro attività in Bulgaria. Naturalmente, spero di fare presto , così posso propormi a Expo 2015 in modo adeguato.