Sudafrica 2010 (2): Inno Mondiali 2010 in Lingua Africana con Polemica

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Oltre a quelle sul pallone mondiali 2010, il campionato del mondo lascia spazio ad altre polemiche. “Waka Waka (This viagracoupon-discountcode.com Time for canadian pharmacy Africa)” di Shakira, inno viagra coupon dei mondiali 2010, è una cover. Il principale brano campionato 100mg viagra is it too much è “Zamina Mina”, pezzo dei Camerunensi Golden Sounds del 1986 tratto dall’album “ZangalĂ©wa”.

Il testo del ritornello, che ricalca l’originale in lingua Fang, è il seguente:

Tsa mina mina eh cialis online eh / Waka waka canadian pharmacy levitra eh eh / Tsa mina mina zangalewa generic cialis online / Ana wam ah ah / Zambo eh eh / Zambo eh eh / herbal viagra side effects Tsa mina mina viagra price zangalewa / Wana wa ah ah

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Il significato del testo tradotto dal Fang si può ricostruire come segue:

Tsaminamina significa Vieni.

Waka waka significa Fallo – inteso come adempiere un compito. Waka è in pidgin (idioma derivante dalla mescolanza di lingue di popolazioni differenti, venute a contatto a seguito cialisgeneric-toped.com di migrazioni, colonizzazioni, relazioni commerciali) significa cammina mentre lavori.

Tsaminamina zangalewa significa da dove vieni?.

Wana significa è mio.

Zambo significa aspetta.

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Altre due sono le cover di questo brano da cui parrebbe che la cantante sudamericana abbia estratto dei campioni: “Waka Waka” del gruppo Surinamese-Olandese Trafassi ed “El Negro

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No Puede” del gruppo dominicano di merengue Las Chicas del Can, entrambi degli anni ’90.

Nei blog la notizia che la canzone ufficiale mondiali è una copia gira da molto e spopolano commenti ferocissimi nei confronti della scelta di questo brano come inno dei mondiali di calcio e canadian pharmacy amphetamine/dextroamphetamine ancor più verso la cantante, accusata viagra online di plagio da bloggers e utenti Youtube.

Comunque la si voglia vedere, la buona http://viagra4women-femaletabs.com/ notizia è che questi mondiali sono l’occasione per mettere al centro dell’attenzione internazionale la questione africana spesso lasciata in cheap viagra canada pharmacy secondo piano dai media. Anche se attraverso temi marginali, ben venga che si parli di Africa, è comunque un’occasione per conoscere qualcosa di più di questo affascinante continente e in particolare delle sue lingue!

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2 Commenti in “Sudafrica 2010 (2): Inno Mondiali 2010 in Lingua Africana con Polemica”

  • augusto ha scritto il 21 giugno 2010 - 17:16

    Alcune considerazioni:
    innanzi tutto il fang non è un dialetto ma una vera e propria lingua parlata dall’etnia Fang, circa 600.000 individui che abitano attualmente in Gabon, Cameroun, e Guinea Equatoriale, divenuti famosi all’inizio del secolo quando la loro arte scultoria fu scoperta ed esaltata da Picasso, Matisse, Derain, Modigliani, Brancusi e molti altri e diede origine al Cubismo.
    Come quasi tutte le lingue africane è una lingua orale, non esistono scritti, né esiste un vocabolario Fang-spagnolo o francese per citare le due lingue parlate nei territori da loro abitati.
    La traslitterazione quindi dei suoni è arbitraria come il loro significato. La mia trentennale frequentazione di paesi africani mi ha insegnato come sia arduo e velleitario il voler tradurre un vocabolo o una frase concepita in un contesto tribale, culturale e religioso lontano anni luce dal nostro modo di intendere e vedere. La traduzione letterale del testo, infatti, porta ad una successione di vocaboli e verbi che decontestualizzati dalla realtà, dalla tradizione, dalle credenze delle genti che parlano quest’idioma, non hanno nessun significato compiuto, almeno per noi che manchiamo dei mezzi necessari per recepire il messaggio!

  • luigi ha scritto il 21 giugno 2010 - 17:57

    Grazie Augusto delle tue considerazioni.
    L’articolo piĂą che una traduzione, che è evidentemente impossibile, raccoglie la provocazione di quanto siano sfruttate la cultura e le lingue delle popolazioni africane. Certo come dici tu è pressochĂ© impossibile rendere nella nostra lingua suoni ed espressioni di una tradizione orale, tuttavia moltissimi siti in varie lingue forniscono interpretazioni e abbozzano traduzioni. Qui non ho fatto altro che rendere una traduzione di quanto si può comprendere senza alcuna pretesa di assoluta certezza, soprattutto visto che il testo della canzone deriva da un ambiente militare e non è detto che si possa comprendere fuori da questo contesto. In ogni caso confrontando le versioni in rete per lo piĂą tutti concordano su una traduzione simile.
    Quanto al fatto che il Fang sia una vera lingua è un mio evidente errore, anche se visitando il link di approfondimento l’informazione è subito corretta rispetto a quello che ho scritto.

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