L’importanza di localizzare

Una rapida occhiata agli spot televisivi rivela come prezzo in farmacia del cialis i brand internazionali adoperino essenzialmente due approcci linguistici opposti per la scelta dello slogan.

Se da un lato, infatti, si tende a sottolineare l’identità nazionale di appartenenza (particolarmente evidente negli spot per automobile, quali “Auto Emocion” della Seat, oppure “Das Auto” della Volkswagen) dove il primo crea il binomio spagnolo-passione e il secondo quello di tedesco-autorevolezza, il secondo approccio si basa su un’identità viagra 100mg “internazionale” (o forse sarebbe più corretto dire che l’obiettivo è spogliarsi da un’identità nazionale e a favore di un brand senza legami di nazionalità).

Prendiamo, ad esempio, lo slogan “You Can”, cosa può aver spinto Canon ad adottarlo? Principalmente la creazione di un

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brand forte, i cui valori valgono in tutto il mondo.

La lingua adottata in questo secondo approccio è quasi esclusivamente l’inglese. Nessuna sorpresa dunque: sappiamo che l’inglese è la lingua internazionale per antonomasia. La domanda che pongo, però, è questa: anziché scegliere l’inglese come lingua straniera di default, perché non considerare la possibilità di tradurre anche in altre lingue?

L’esempio dei grandi marchi internazionali è indicativo: se

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è vero che utilizzano slogan monolingue per un can you snort viagra uso internazionale, è anche generic viagra strong viagra sale online vero che sono più attenti alla “geolocalizzazione”, vale a dire attenti a conservare un’identità globale senza perdere di vista l’importanza della diversificazione della lingua, adattando la pubblicità stampata e i siti web non solo cialis pills for sale uk alle aspettative linguistiche dei diversi mercati, ma anche a quelle culturali.

Purtroppo molte aziende sono meno virtuose. Parlando del caso italiano, spesso vediamo siti web solo in italiano e laddove esiste http://cialispharmacy-onlinetop.com/ una versione in lingua straniera, è quasi sempre esclusivamente in inglese, spesso tradotta male e magari da una persona non madrelingua.

“Tutti parlano l’inglese, no?” Beh, non esattamente. viagra cost E poi, che fine hanno fatto le considerazioni culturali? L’obiettivo è vendere, o soltanto poter dire “ho http://viagracoupons-onlinerx.com/ il sito anche in inglese”?

Costa veramente poco (specialmente considerati i potenziali ritorni) far tradurre i siti da professionisti in diverse lingue, e eventualmente adattarne il contenuto in chiave culturale. Allora perché le aziende non lo fanno in più? È colpa nostra, come traduttori, che non riusciamo a venderci abbastanza bene, o cialis viagra levitra vergleich permane comunque una cultura imprenditoriale non viagra coupons internazionale?


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