Il sito web multilingue NON basta!

Fino a pochi anni fa avere un sito multilingue poteva dare un grande vantaggio competitivo ad aziende che si affacciavano verso il mercato internazionale. Oggi è ancora così?

La maggior parte degli esperti di marketing ha sempre consigliato di avere un sito Internet in più lingue: parlare direttamente nella lingua madre del cliente rende quest’ultimo più propenso all’acquisto. Anche la comunicazione aziendale si è adeguata a queste esigenze e sempre più spesso si vedono campagne pubblicitarie internazionali multilingue…ma oggi tutto questo sforzo è sufficiente? La risposta è NO! Il concetto è sempre valido ma sono cambiati i mezzi di comunicazione: blog, forum e social network hanno assunto sempre più autorevolezza attirando una grande quantità di utenti. Il vecchio sito Internet può essere considerato come il primo biglietto da visita di una società, l’immagine istituzionale, il profilo statico che presenta prodotti e/o servizi ma i luoghi dove i nuovi utenti del web si aggiornano sono blog, forum online e social network dove le informazioni si trasformano in immagini, video e commenti…tutti aggiornati in tempo reale. Fino a pochi anni fa il concetto di blog e di social network era legato a profili privati: singoli utenti che aprivano un proprio spazio web per condividere opinioni (blog), foto e immagini personali (Facebook), curriculum ed esperienze professionali (Linkedn), piccoli pensieri (Twitter) e tutto ciò che circonda la sfera privata. Oggi sono invece le società che creano blog aziendali e profili sulla maggior parte dei social network come Facebook (Fanpage), Linkedin e l’ultimo arrivato Google+. Uno studio realizzato da Bruce Clay, società specializzata in web marketing, ha mostrato che quasi il 50% delle società quotate del FTSE MIB ha almeno una presenza su un social network. Questa percentuale scende al 15% se consideriamo quante delle 40 società quotate hanno un profilo aziendale su Google+.

Banche

Assicurazioni

Industria

Servizi

Energia

Holding

9

1

16

5

7

2

Social (Facebook/Twitter)

3

0

8

5

3

0

Google+

0

0

4

2

0

0

La creazione di blog e la presenza sui social network aziendali uniti al sempre piĂą frequente processo di internazionalizzazione

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ha fatto nascere l’esigenza di localizzare nuovi contenuti in lingua straniera. A differenza della prima generazione di blog i cui testi potevano essere tradotti automaticamente da software (es. Google Translate) perché legati ad una sfera personale; la seconda pone un accento sulla qualità delle traduzioni per la criticità dei contenuti. Errori o imprecisioni nella descrizione di prodotti e servizi potrebbero avere ripercussioni negative sull’immagine di un’azienda. Altro elemento da prendere in considerazione è la periodicità con cui vengono pubblicati i testi sui social network: i contenuti di un sito Internet sono solitamente statici ad eccezione di alcune sezioni come le News. Per i Social non è così! Una pagina di FB, Linkedin o Google+ deve essere costantemente aggiornata e questo implica una costante localizzazione dei contenuti in lingua straniera.

L’unica soluzione per un’azienda è affidarsi ad una società di traduzione che

  • assicuri elevata qualitĂ  delle traduzioni
  • sia in grado di gestire un lavoro di traduzione continuativo
  • inserisca direttamente i testi tradotti nel CMS del cliente
  • abbia un project manager dedicato per eventuali urgenze

Il rischio di seguire una strada di traduzioni “Automatiche” o “Fai da Te” è quello di fare la fine della facoltĂ  di Agraria dell’UniversitĂ  di Firenze con l’ormai celeberrima traduzione del bando di ricerca…a luci rosse!


2 Commenti in “Il sito web multilingue NON basta!”

  • Mattia-BLO ha scritto il 28 settembre 2012 - 10:47

    Condivido il vostro pensiero, anche se ritengo che chiunque voglia proporsi degnamente sul Web anche a titolo personale ora come ora debba scartare i traduttori automatici. Certo, poi piĂą che mai lo si deve fare quando si parla di business.
    L’ambiente italiano purtroppo è ancora molto provinciale, come io ho segnalato qui http://www.brillantelaureatooffresi.com/2012/02/pecorina-al-ministero.html e anche nel corso del mio romanzo “Brillante laureato offresi”. Il risultato è una cospicua perdita per tutti, tanto per i professionisti del settore linguistico quanto per coloro che clienti dovrebbero esserlo. Io lavorerei volentierissimo per l’Italia al fine di aiutare soprattutto le PMI ad internazionalizzarsi adeguatamente, ma non credete anche voi in Agostini Associati che sia prima di tutto necessario un cambio di mentalitĂ  nell’imprenditoria?

  • Claudio Negri ha scritto il 1 ottobre 2012 - 8:59

    “Vero. La comunicazione aziendale segue SEMPRE le persone e se queste si indirizzano sempre piĂą sui sociale network anche le aziende sbarcano sui Fb, G+ Twitter con i loro profili.
    Ciò che molte aziende non capiscono è che i social network impongono anche un cambio di approccio alla comunicazione.

    Lo stile “push”, dove l’azienda parla e gli altri ascoltano, non è piĂą valido. La comunicazione sui Social è “one to one” e “a due vie”, i commenti impongono risposte personalizzate.
    Diventa sempre più importante, la presenza di un traduttore o di un partner multilingue che possa interagire con i navigatori a nome dell’azienda, real-time, h24 e in tutte le lingue.
    Un partner che sappia tradurre certo, ma che capisca il tipo di comunicazione, gli obbiettivi e lo stile.

    Un servizio di questo tipo può ancora chiamarsi solo “servizio di traduzione?”

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